ESCAPE='HTML'

Moussa è un artista-ambientalista senegalese che vive e lavora a Medina, un quartiere popolare e vivace di Dakar. Di formazione autodidatta, a partire dal 1985 ha iniziato a lavorare dedicandosi alla realizzazione di sculture ed altre opere d’arte con vari materiali di scarto urbano, in particolare con i metalli.
E’ stato infatti definito “chirurgo dei metalli” in quanto capace di donare una seconda vita agli scarti della civiltà occidentale: una volta recuperati dalle discariche o dagli “sfasciacarrozze”, lui è in grado di trasformarli con la fantasia e con l’abile utilizzo dei suoi strumenti per farli diventare sculture che ricordano a volte degli dei, altre delle maschere africane, degli animali o dei personaggi surreali e poetici. Le sue creazioni sono una metafora del suo credo in quanto incarnano la forza dell’animismo africano, il suo spirito pacifista e la sua voglia di ritorno ad una cultura arcaica, in forte contrasto con lo spirito consumistico delle società occidentali.
A Dakar ha fondato un atelier, l’Espace Medina, che rappresenta un punto d’incontro per giovani artisti provenienti da diverse parti del mondo che lì possono esprimersi liberamente e collaborare influenzandosi a vicenda attraverso workshop ed altri progetti.
La sua passione per l’arte del riciclo lo ha portato a lavorare in diverse parti del mondo fino a raggiungere una fama ormai internazionale, oltre ad essere riconosciuto come figura integrante del panorama artistico contemporaneo senegalese.
Dal 2003 ha iniziato a lavorare anche in Italia, organizzando ateliers, workshop, corsi e performances in collaborazione con varie istituzioni, teatri, enti pubblici ed associazioni per sensibilizzare soprattutto i giovani sull’importanza del riciclaggio e dunque per allontanarli dalla mentalità dell’usa-e-getta.

"Dakar, capitale del Senegal, è una città africana in piena espansione:lo spirito del villaggio lascia sempre più il posto a torri, grattacieli, autostrade; ma a Dakar c'è un quartiere, la Medina, dove ancora si trovano baracche in legno, case con tegole rosse, strade sfondate e tanta gente a piedi.
Moussa ha sempre vissuto là, e della contraddizione ha nutrito il suo carattere, lo spirito ribelle e l'ironia.
Nel suo lavoro si trovano gli elementi dello scarto urbano: l'usato, lo spreco e l'inutile che nelle civiltà dell' "altro mondo" sono recuperati in una continua trasformazione di valore e di uso.
Ed ecco che sorgono grandi sculture, personaggi poetici in un paesaggio rarefatto, fino a poco fa insignificante ammasso di rottami.
Per Moussa la trasformazione è un giuoco, ed assieme uno stato d'animo: è sempre pronto all'avventura, al viaggio, alla conoscenza. Ma attenzione! Se lo cercate da una parte lui sarà dall'altra, se lo pensate come persona "semplice" diventerà complicato, se lo credete "modesto" lo troverete estremamente pretenzioso! Ma il giuoco finisce davanti all'impegno: Moussa non si tirerà mai indietro, sarà sempre pronto alla prova, alla sfida, al lavoro.
E ci stupirà sempre per la sua capacità di produzione, per la sua forza d'animo, per saper rinnovare il linguaggio antico del ri-uso che diventa, sulla sua strada, sempre più sensibile ed evocativo".


Mauro Petroni
Atelier "Ceramiques Almadies"-Dakar
Maggio 2005

 

stampa